Hai installato il fotovoltaico qualche anno fa, ma oggi una parte importante dell’energia che produci durante il giorno non viene utilizzata direttamente? Oppure, nel frattempo, i consumi della tua casa sono cambiati?

In questi casi può essere utile valutare se aggiungere un sistema di accumulo a un impianto fotovoltaico esistente.

La batteria permette di immagazzinare parte dell’energia prodotta e non consumata immediatamente, per utilizzarla in un secondo momento, ad esempio la sera. Ma non è detto che sia sempre necessaria: prima di installarla è importante capire come sta lavorando l’impianto e come sono cambiati i consumi domestici.

Quando i consumi si sono spostati verso la sera

Il fotovoltaico produce soprattutto durante le ore diurne, mentre molte famiglie concentrano una parte consistente dei consumi al mattino presto e, soprattutto, alla sera.

Se durante il giorno la casa rimane spesso vuota e una quota rilevante dell’energia prodotta non viene autoconsumata, una batteria può permettere di utilizzare più tardi una parte dell’energia solare disponibile nelle ore precedenti.

Il primo dato da analizzare, quindi, non è soltanto quanto produce l’impianto, ma quanta di quella produzione viene effettivamente utilizzata nel momento in cui viene generata.

Se nel frattempo la casa consuma di più

Un impianto progettato alcuni anni fa rispondeva alle esigenze energetiche di quel momento. Nel frattempo, però, la situazione può essere cambiata.

L’installazione di una pompa di calore, l’acquisto di un’auto elettrica, una maggiore presenza in casa magari per un cambiamento sulle modalità di lavoro o nuovi elettrodomestici possono modificare sia la quantità sia gli orari dei consumi.

In questi casi può essere utile rivedere nel complesso il rapporto tra produzione e fabbisogno energetico, verificando se l’aggiunta di un accumulo possa aumentare l’autoconsumo dell’energia prodotta.

Si può aggiungere una batteria a qualsiasi impianto fotovoltaico?

In molti casi è possibile integrare un sistema di accumulo anche successivamente, ma ogni impianto deve essere valutato singolarmente.

Contano la tecnologia e l’età dell’impianto, il tipo di inverter presente, la potenza installata, la produzione effettiva e la compatibilità con il sistema di accumulo scelto.

Per questo, prima di intervenire, è importante verificare come è configurato l’impianto esistente e individuare la soluzione tecnicamente più adatta.

Come scegliere la capacità della batteria

Una batteria più grande non è automaticamente una batteria migliore.

Il dimensionamento dovrebbe essere rapportato alla produzione dell’impianto e, soprattutto, alla quantità di energia che normalmente rimane disponibile dopo l’autoconsumo diretto e ai consumi nelle ore in cui il fotovoltaico non produce.

Un accumulo sovradimensionato rischia infatti di non essere sfruttato pienamente; uno troppo piccolo potrebbe invece non rispondere alle esigenze della casa.

Prima della batteria, guardiamo i dati

Aggiungere un accumulo a un fotovoltaico esistente può essere un modo per adattare l’impianto a nuove abitudini e aumentare l’utilizzo diretto dell’energia prodotta.

Ma la decisione dovrebbe partire dai dati: produzione, autoconsumo, energia immessa in rete, consumi e loro distribuzione nell’arco della giornata.

Analizzare questi elementi permette di capire se l’accumulo sia realmente utile e, soprattutto, come dimensionarlo correttamente.

Un impianto fotovoltaico installato anni fa non deve necessariamente rimanere uguale nel tempo. Se cambiano la casa, le tecnologie e il modo in cui utilizziamo l’energia, può cambiare anche il modo migliore di sfruttare il nostro fotovoltaico.

In questo ambito, noi siamo a disposizione per ogni esigenza.

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