La crescente domanda di energia da parte di data center, infrastrutture digitali e grandi impianti industriali sta ponendo nuove sfide al sistema elettrico italiano. Non si tratta soltanto di produrre abbastanza elettricità, ma anche di garantire che la potenza necessaria sia disponibile dove e quando serve.

Il tema è tornato al centro dell’attenzione anche recentemente. Secondo quanto dichiarato il 14 ottobre dall’amministratore delegato di Terna, Pasqualino Monti, in Italia ad oggi sono state presentate richieste di connessione per oltre 100 GW di potenza, relative a quasi 600 iniziative nel settore dei data center.

Un dato significativo, che non corrisponde però alla potenza effettivamente utilizzata: molte richieste potrebbero infatti non trasformarsi in progetti concreti. Terna ha inoltre precisato che, allo stato attuale, non prevede criticità nella capacità complessiva della rete di sostenere lo sviluppo del settore.

Resta comunque una questione importante: come rendere il sistema energetico più flessibile e preparato a una domanda in continua evoluzione?

Perché la rete elettrica è sotto pressione

La diffusione dell’intelligenza artificiale, dei servizi digitali e dei processi produttivi elettrificati sta modificando il modo in cui viene utilizzata l’energia.

In alcune aree, l’aumento delle richieste di connessione e di potenza può rendere necessari interventi di adeguamento delle infrastrutture, con tempi che incidono sulla pianificazione di nuovi investimenti.

È in questo contesto che si inserisce il concetto di Power Readiness: la capacità di progettare un’infrastruttura tenendo conto fin dall’inizio della disponibilità di energia e delle caratteristiche della rete.

Una prospettiva che interessa non soltanto i grandi data center, ma anche le aziende che intendono ampliare la propria attività, introdurre nuovi macchinari o aumentare l’utilizzo di tecnologie elettriche.

Fotovoltaico e sistemi BESS: come funzionano insieme

In questo scenario, fotovoltaico e accumulo per aziende possono contribuire a una gestione più flessibile dell’energia, soprattutto nelle realtà produttive caratterizzate da consumi elevati o variabili.

Il fotovoltaico permette di produrre energia rinnovabile direttamente presso l’edificio o il sito produttivo, riducendo il fabbisogno di elettricità prelevata dalla rete durante le ore di produzione.

I sistemi di accumulo BESS (Battery Energy Storage Systems) consentono invece di conservare parte dell’energia disponibile e utilizzarla in momenti successivi, quando la produzione solare diminuisce oppure la domanda aumenta.

Questa integrazione può contribuire anche alla gestione dei picchi di potenza, attraverso una strategia conosciuta come peak shaving: l’accumulo interviene nei momenti di maggiore richiesta, limitando temporaneamente il prelievo dalla rete.

Non significa rendere automaticamente un’azienda indipendente dalla rete elettrica, ma gestire in modo più efficiente l’energia disponibile, riducendo alcuni vincoli operativi.

Quali vantaggi per le aziende?

Per un’impresa, integrare produzione fotovoltaica e accumulo può offrire benefici che vanno oltre il semplice risparmio in bolletta.

Una gestione energetica più flessibile permette di aumentare l’utilizzo dell’energia autoprodotta, contenere i prelievi nei momenti di maggiore richiesta e programmare meglio i consumi.

In determinate configurazioni, sistemi opportunamente progettati possono anche contribuire alla continuità operativa, purché siano presenti le funzionalità e le protezioni necessarie.

I vantaggi dipendono però dalle caratteristiche dell’attività. Un’azienda con consumi prevalentemente diurni avrà esigenze diverse rispetto a una realtà produttiva attiva su più turni o con picchi di potenza concentrati in determinati momenti.

Per questo, prima di investire, è fondamentale analizzare i profili di consumo, la potenza impegnata e le possibilità di integrazione con gli impianti esistenti.

Fotovoltaico e accumulo: l’importanza di una progettazione integrata

Le recenti notizie sulla crescita della domanda elettrica confermano quanto sia importante considerare l’energia già nelle prime fasi di un progetto industriale.

Fotovoltaico e accumulo non sostituiscono gli interventi necessari sulla rete pubblica, ma possono contribuire a realizzare sistemi energetici più efficienti, flessibili e adatti alle esigenze produttive.

La differenza sta soprattutto nella progettazione: non basta installare pannelli e batterie, ma occorre dimensionarli correttamente e prevedere una gestione coordinata della produzione e dei consumi.

LEF Group affianca le aziende nella progettazione e realizzazione di impianti fotovoltaici e soluzioni integrate con sistemi di accumulo, valutando le caratteristiche degli edifici e i fabbisogni energetici per individuare le tecnologie più adatte a migliorare efficienza e autonomia.

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